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27/07/2017 - 100 anni e non sentirli

Il primo documento ufficiale che indica “ velorum artifex “ ( costruttore di vele ) è del 1917
La storia della veleria inizia in un anno particolare per l’Europa, il 1917. Chi vive a Trieste, in quei mesi più che sentire le onde del mare, sente il rombo dei cannoni  Sono tempi incerti,  ma Ernesto Zadro, nonno di Aldo, non si mette paura. Vede che i nobili del luogo si interessano sempre di più all’attività della vela. , sta nascendo la nautica da diporto e, prima di ogni altro, ne intuisce le potenzialità, abbandonando il lavoro presso una veleria specializzata in vele per navi commerciali.
La sua veleria non costruirà mai vele per navi, (tranne una vela per l’Amerigo Vespucci), sin da subito si impegna nella realizzazione di vele per le barche dei signori.

All’ arrivo della seconda guerra mondiale  in veleria ci sono due Zadro, entrambi si chiamano Ernesto, sono padre e figlio, per salvare l’azienda, Ernesto Zadro Jr., deve riconvertirla alla produzione di teli per camion della Wermacht.
Anche la guerra passa e gli Zadro tornano alla loro passione, la vela. Ernesto proietta l’azienda fondata dal padre fuori dai confini nazionali e si crea in breve una nutrita clientela di austriaci e tedeschi.
Gli Zadro lavorano di fino, ogni accessorio o cucitura sono fatte ad arte e i clienti lo sanno. Il nome circola e la clientela aumenta. Agli austriaci si aggiungono clienti danesi e olandesi ed arrivano numerosi titoli vinti in tutto il mondo .

Il tempo passa e si arriva agli anni ‘70. Ernesto ha un figlio, Aldo, che di fare il velaio, inizialmente, ha poca voglia, studia all’università, dando allo stesso tempo una mano al padre.
Poi, un giorno, si scopre a osservare veleggiare uno Sirocco (9,50 mt) invelato da lui. Guarda quelle vele, ne è orgoglioso, la barca cammina bene e quella tela tesa al vento gli parla e gli suggerisce cosa fare sulla prossima vela. Aldo si scopre a immaginare nuovi tagli, nuove cuciture, sente che sta vivendo l’entusiasmo dell’intuizione: capisce che i segreti di quell’arte misteriosa che imbriglia le brezze sono già dentro di lui e si arrende, sarà la terza generazione dei velai Zadro.

Oggi Aldo, a 65 anni, festeggia i 100 anni della veleria “ lasciando il timone “ e consegnandolo al nipote Federico ( in veleria ormai da 15 anni e con alcuni titoli nel palmares ) dopo aver trasferito -nel 2003- la veleria nella nuova sede più centrale per il mercato e più moderna  a Torviscosa .

 Le forbici hanno lasciato il posto al taglio computerizzato. Zadro è stato uno dei primi velai in Italia a sperimentare materiali innovativi, o a dotare l’azienda di macchine e software atti a progettare le vele , tuttavia, tra un taglio guidato dal computer e uno studio in CAD, gli Zadro assaporano ancora gli odori e le luci di quel luogo che pur cambiando è rimasto sempre uguale, la veleria.
 Quando alla Zadro chiedono di fare le vele per le barche d’epoca, settore in cui la veleria è specializzata, Zadro le immagina e poi trova il modo per unire la praticità del prodotto moderno con la bellezza di quello antico , oggi i materiali tecnologici ( kevlar – Dyneema – Membrane ) sono all’ordine del giorno ma  alla Zadro sanno che la loro arte è a metà tra quella del sarto e quella dell’ingegnere, estetica e calcolo si uniscono per creare un prodotto ( oggi come 100 anni fa ) che serve a catturare e organizzare quello che non si vede, il vento.

Da un’idea di M. Anzillotti

Credit: Aldo Zadro e Federico Coloni
Redazione Velanet

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