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17/10/2011 - Transat 6.50: italiani sfortunati

A quattro giorni dalla partenza da Funchal della seconda parte della Charente-Maritime/Bahia risulta decimato il gruppo, numeroso alla partenza, degli skipper italiani in gara.
Dopo il ritiro di Andrea Pendibene nel corso della prima frazione della navigazione, ben quattro mini italiani sono stati costretti a fermarsi alle Canarie.

Sabato Andrea Caracci e Tiziano Rossetti, entrambi in gara tra i "proto", hanno disalberato e sono stati trainati a La Palma da barche appoggio dell'organizzazione; per loro la transat finisce qui.
Un vero peccato sia per Andrea Caracci, veterano della regata, che per Tiziano Rossetti, alla sua prima Transatlantica in solitario.

Già nella giornata di venerdì, invece, erano riparati a Tenerife Sergio Frattaruolo, per i problemi di elettricità non risolti a Madeira, nonostante la partenza posticipata, e Giacomo Sabbatini per un'avaria in seguito a un urto contro un oggetto galleggiante che ha divelto il timone di sinistra e causato la rottura di agugliotti e femminelle e sfondamento dello specchio di poppa.
Dei due solo Sergio Frattaruolo ha ripreso il mare nella notte domenica e lunedì e chiude in ultima posizione la flotta dei "serie".

Tra gli altri tre skipper italiani in gara brilla la prestazione dell'unica donna, Susanne Beyer, che dopo un buon 19esimo posto nella prima tappa (il miglior risultato nel gruppo dei nostri) si trova ora in 11esima posizione, con meno di 20 miglia di svantaggio dal leader, Gwénolé Gahinet.
Simone Gesi è invece 27esimo e Maurizio Gallo, unico rimasto in competizione tra i "proto", in 29esima posizione.

Questa flotta, quella dei mini più veloci, era guidata, al rilevamento delle 10,00 di oggi, dal vincitore della prima tappa, Sébastien Rogues. Gli inseguitori più vicini sono, a 3 e a 10 miglia, Bertrand Delesne e Thomas Normand.

Tra i "serie" navigano praticamente insieme al leader Pierre Brasseur e Eric Llull e i distacchi tra i primi 6 sono inferiori alle 10 miglia.

La flotta si sta avvicinando al passaggio obbligato dell'Arcipelago di Capo Verde, dopo di che dovrà affrontare le insidie della zona di convergenza intertropicale e del passaggio dell'equatore sulla rotta per Salvador de Bahia.

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Redazione Velanet

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